Cinque Protocolli di Cura del disseccamento dell’olivo

Attualmente sono disponibili diversi protocolli di cura sia empirici che scientifici (messi a punto da ricercatori di diverse università e centri di ricerca pubblici) che consentono anche alle piante disseccate risultate positive al batterio, appartenenti a varietà pugliesi autoctone di olivo, di ritornare in buono stato vegetativo e produttivo, ovvero di conseguire gli stessi risultati attesi, ma non ancora del tutto confermati, da varietà non pugliesi tolleranti come il Leccino (non autoctono e autosterile) e la Favolosa (brevettata dal CNR). Questo è un aspetto di estrema importanza, visto che l’olio extravergine di oliva di alta qualità (ricco di polifenoli e acidi grassi polinsaturi), caratteristico delle varietà pugliesi e richiesto in tutto il mondo, si ottiene dalle varietà autoctone pugliesi e non dal Leccino o Favolosa.

Al riguardo, si riportano alcuni dei protocolli scientifici di cura, e quindi di convivenza con il patogeno, che hanno prodotto, a costi finanziariamente sostenibili e del tutto convenienti se confrontati con il danno economico, ambientale e paesaggistico procurato dalle eradicazioni,  risultati molto incoraggianti sulla ripresa vegetativa e produttiva di ulivi interessati da disseccamento (totale o parziale) anche risultati positivi alla Xylella fastidiosa.

Il protocollo Scortichini.

Gli studi del Dott. Scortichini – batteriologo di fama mondiale e responsabile della sede di Caserta del Centro di ricerca «Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura» del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA), redattore del protocollo ufficiale di diagnosi della Xylella fastidiosa per l’Organizzazione europea e mediterranea per la protezione delle piante (EPPO, 2004) e incaricato dalla Regione Puglia di effettuare studi sulla Xylella (DGR 2185, del 28/12/2016) – dimostrano come il disseccamento sia controllabile attraverso l’uso di un composto contenente ioni di zinco e rame (complessato con idracidi dell’acido citrico) con attività battericida testato su varietà autoctone di olivo

(la «Cellina di Nardò» e l’«Ogliarola salentina» – dichiarati ufficialmente positivi alla Xf – con esperimenti in campo aperto condotti per quattro anni).

Questa strategia ha consentito una riduzione significativa della concentrazione del batterio e la ripresa vegetativa e produttiva degli ulivi (www.researchgate.net/publication/323797554_A_zinc_copper_and_citric_acid_biocomplex_shows_promise_for_control_of_Xylella_fastidiosa_subsp_pauca_in_olive_trees_in_Apulia_region_southern_Italy) che, negli anni successivi, non hanno più dato luogo a disseccamenti pur confinando, in molti casi, con terreni in cui gli olivi sono interessati da forme diffuse e molto severe di disseccamento.

Il protocollo di convivenza con il patogeno è stato messo a punto su olivi anche plurisecolari in campi sperimentali di diverse centinaia di ettari ubicati in zona infetta che hanno raggiunto mediamente una produzione media annua fra i 40-60 quintali per ettaro (https://rivistafrutticoltura.edagricole.it/potatura-e-forme-di-allevamento/xylella-nuovi-protocolli-di-convivenza-negli-oliveti-pugliesi/).

Il protocollo Giusto Giovanetti per curare con i microrganismi il disseccamento

In oliveti con gravi sintomi di disseccamento sono stati eseguiti dei trattamenti al terreno con consorzi microbici contenenti funghi e batteri micorrizici. Questi trattamenti hanno dimostrato di stimolare un’attività microbica benefica a livello del sistema radicale, in seguito alla quale le piante tornavano in buono stato vegetativo.

https://www.lecceprima.it/video/protocollo-giovannetti-xylella.html http://ilgiornaleditorre.it/oltre-duemila-ulivi-secolari-ancora-vivi-grazie-a-cure-naturali-la-testimonianza/

pubblicazione su rivista scientifica: https://openaccesspub.org/jar/article/1564

Il prodotto brevettato “Nuovo Olivo” di Luigi Brotugno

Trattasi di un prodotto naturale a base di oli vegetali ed estratti da diverse specie botaniche più idrossido di sodio e di calcio, e zolfo, attivato con bicarbonato di sodio (brevetto n. 102017000109094 Ministero dello Sviluppo Economico, Italia) testato con successo nel controllo del disseccamento rapido dell’olivo associato a Xylella fastidiosa subsp. Pauca  (https://www.teatronaturale.it/strettamente-tecnico/l-arca-olearia/35753-e-possibile-quasi-azzerare-l-incidenza-di-xylella-anche-su-ogliarola-e-cellina-di-nardo.html

Pubblicazione dei risultati su rivista scientifica: www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0261219420302210

https://www.facebook.com/100009554024036/videos/566452707781963

Il protocollo brevettato “NutriXGold” per l’Ulivo

Questo prodotto è un concime biostimolante contenente i macronutrienti (azoto, potassio e fosforo) e ricco di numerosi micronutrienti essenziali al metabolismo generale dell’olivo come per esempio la fotosintesi, la produzione di molecole di difesa (per esempio le “defensin proteins”), la sintesi degli acidi grassi ecc.

I trattamenti con questo prodotto, insieme con le buone pratiche agricole (buona potatura, concimazione organica del suolo ecc.), hanno consentito la ripresa vegetativa e produttiva di olivi salentini, sia giovani che plurisecolari, che presentavano sintomi di disseccamento.

 

Informazioni sul sito: https://it.nutrixrevolution.com/xylella

https://www.facebook.com/nutrixrevolution/videos/418056549668832

https://www.facebook.com/nutrixrevolution/videos/3010205925894151

Il metodo di agricoltura rigenerativa di Ivano Gioffreda

Questa strategia consiste nell’abbinare le buone pratiche agricole (innanzitutto la buona potatura) con il trattamento, al terreno e alla pianta, con un biofertilizzante fermentato a base di letame fresco, lieviti e altri microrganismi e micronutrienti. Questo biofertilizzante è stato prodotto seguendo il protocollo di agricoltura organica e rigenerativa di Jairo Restrepo Rivera e le materie prime utilizzate sono tutte locali. Infine il tronco e le branche principali delle piante di olivo sono stati trattate con solfato di ferro e calce, che si è rivelato un buon repellente per il rodilegno giallo e altri insetti dannosi per l’olivo. Anche in questo caso le piante di olivo, la maggior parte delle quali appartenenti alle varietà Cellina di Nardò e Ogliarola Salentina, e che mostravano gravi sintomi di disseccamento, sono tornate verdi e produttive.

PER APPROFONDIRE: