XYLELLA: “È ERRATO ED ILLEGITTIMO PRECLUDERE ATTIVITÀ DI INDAGINE E RICERCA SCIENTIFICA” STORICA SENTENZA TAR BARI BLOCCA ABBATTIMENTI OSTUNI E APRE ALLA RICERCA INDIPENDENTE

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Comunicato Stampa di Ulivivo

“In conclusione, è errato ed illegittimo precludere attività di indagine e ricerca scientifica, in uno all’applicazione di protocolli di cura i quali, benchè non validati da Autorità europea per la sicurezza alimentare, siano frutto di studio da parte di un collegio di esperti che ha messo in atto un approccio multidisciplinare per il contrasto della Xylella fastidiosa”. Queste le parole con cui il Tar di Bari (Terza Sezione), ha motivato l’accoglimento del ricorso di due proprietari di ulivi siti in agro di Ostuni e destinati all’abbattimento con determina n. 122 del 28.10.2021.

I proprietari, rappresentati e difesi dall’avvocato Rosa Fanizzi, non solo hanno ottenuto la definitiva sospensione delle misure di eradicazione ma altresì la conferma di quanto la strada debba essere un’altra. Nelle motivazioni alla sentenza si afferma infatti che “è interessante notare come tutti gli alberi degli altri proprietari risultati positivi a Xylella fastidiosa siano ad oggi in ottimo stato vegetativo e produttivo, unitamente agli altri ricadenti nello stesso terreno e trattati con i protocolli sperimentali indicati dal Comitato Scientifico”. Quest’attestazione da parte del giudice avviene dopo quasi due anni dal ritrovamento del batterio nei suddetti alberi. “Evidentemente – si legge – i processi fisiologici naturali tipici di una pianta in ottima salute sono attivi e, col supporto irriguo e i trattamenti biostimolanti, la risposta della pianta è stata pronta ed effettiva”. Un risultato storico per chi da ormai dieci anni si batte contro insensate misure di abbattimento che nulla hanno portato se non alla distruzione sistematica del territorio e di un comparto olivicolo che, al contrario di quanto dichiarato ripetutamente e pedissequamente da rappresentanti delle istituzioni, membri dell’Osservatorio Fitosanitario e alcuni ricercatori afferenti al CNR, ha tutte le possibilità di essere salvato e di continuare ad essere fiore all’occhiello della nostra Regione. Aprire alla ricerca indipendente, sostenere un approccio sistemico e guardare ai fatti reali è quello che dall’inizio di questa storia chiede a gran voce il Comitato Ulivivo, insieme a tutti quei cittadini, agricoltori, ricercatori ed esperti che, lungi dal campare di finanziamenti pubblici elargiti con il pretesto dell’emergenza, si sta occupando della questione in maniera seria e scientifica, così come oggi ha sancito anche un giudice.

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